
Contesto d'intervento
Il progetto Giustizia generativa nella scuola, promosso dalla Fondazione Comunità e Scuola, avvalendosi di tre anni di esperienza e riflessione pedagogica, propone percorsi di accompagnamento formativo agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, come alternativa alla sospensione.
L’attivazione del percorso è possibile solo con il consenso del Consiglio di Classe, che decide di investire sullo studente rinunciando alla sanzione formale. Questo approccio consente di trasformare l’errore in un’occasione educativa, valorizzando responsabilità, partecipazione e senso di comunità.
La scuola ha confermato il proprio ruolo essenziale nella costruzione della coesione sociale, ma spesso si trova a gestire situazioni complesse senza il supporto adeguato. Creare alleanze territoriali stabili tra scuole, famiglie e realtà del terzo settore è quindi fondamentale per sostenere gli studenti e rafforzare l’azione educativa.
Il progetto pilota, avviato nel triennio 2022/23 – 2024/25, ha coinvolto due istituti bresciani — l’IIS Camillo Golgi e l’IIS Mariano Fortuny — e ha permesso di sviluppare strumenti e percorsi collaudati, pronti per essere estesi ad altre scuole.
Analisi dei bisogni
e motivazioni del progetto
I docenti affrontano quotidianamente carichi crescenti e un quadro normativo in continua evoluzione. Dopo la pandemia, è emersa con forza la necessità di ricostruire legami educativi e comunitari, sostenendo gli insegnanti nel loro ruolo formativo e aiutando gli studenti a riscoprire il valore del vivere insieme.
Le sanzioni disciplinari tradizionali, pur ispirate a finalità educative, possono avere effetti controproducenti: isolamento, demotivazione, aumento del rischio di dispersione scolastica.
I provvedimenti disciplinari, a volte, rischiano di essere interpretati in chiave punitiva. Giustizia generativa si propone di evitare le sospensioni, promuovendo percorsi di cittadinanza attiva autentici e formativi. Non si tratta di lavori socialmente utili (intesi come punizione) o di riparazione del danno, ma, in prospettiva generativa, di apertura di ulteriori possibilità.
Grazie all’esperienza triennale, il progetto ha affinato strumenti e pratiche in grado di trasformare comportamenti problematici in opportunità di crescita personale, responsabilità e reinserimento positivo nella comunità scolastica.
Lo Statuto delle studentesse e degli studenti (D.P.R. 249/1998) rimane il riferimento normativo: le sanzioni hanno finalità educativa e possono essere convertite in attività a favore della comunità. La Fondazione interpreta questo principio oggi in modo rinnovato, centrando il percorso sull’accompagnamento educativo, non sull’adempimento formale.
Finalità e obiettivi
Il progetto intende:
- offrire percorsi alternativi alla sospensione, valorizzando crescita personale e responsabilità dello studente;
- sostenere i docenti nella gestione educativa dei comportamenti problematici;
- favorire esperienze – accompagnate da educatori – di cittadinanza attiva e partecipazione alla vita della comunità scolastica;
- promuovere l’attività, il servizio e la corresponsabilità come strumenti educativi;
- incoraggiare scuole e docenti a sperimentare modalità innovative di giustizia generativa;
- rafforzare il legame tra scuola, famiglia e territorio, creando reti di supporto durature.
Azioni previste
Nel percorso triennale e nella sua prosecuzione, la Fondazione Comunità e Scuola si impegna a:
1) Presentare la progettualità nei Collegi Docenti e nei Consigli di Classe interessati, illustrando le basi pedagogiche e gli strumenti operativi;
2) Offrire formazione e consulenza ai docenti sul significato educativo delle sanzioni e sulle possibili alternative alla sospensione;
3) Coinvolgere realtà del terzo settore e del volontariato disponibili ad accogliere studenti in brevi percorsi educativi, con il supporto di educatori della Fondazione;
4) Costruire percorsi personalizzati per ciascuno studente, in collaborazione con il Consiglio di Classe che ha scelto di non applicare la sospensione;
5) Accompagnare e monitorare l’esperienza educativa, garantendo un ritorno formativo alla scuola attraverso relazioni e momenti di confronto.
Procedura di attivazione
1) Richiesta da parte della scuola (DS o delegato) via e-mail a generare@comunitaescuola.it, indicando che il Consiglio di Classe ha scelto di non applicare la sospensione e desidera attivare un percorso alternativo;
2) Co-progettazione del percorso individuale tra Fondazione e docente referente, definendo obiettivi, tempi, educatore di riferimento e contatto con le realtà del territorio;
3) Coinvolgimento dello studente e della famiglia nella condivisione e sottoscrizione del patto formativo;
4) Svolgimento dell’attività educativa con accompagnamento da parte di un educatore della Fondazione;
5) Restituzione alla scuola tramite relazione formativa e, se richiesto, incontro di confronto con il Consiglio di Classe.
